Non sai raccontare storie? Intanto inizia a registrare.
Come trasformare momenti della tua vita e del tuo lavoro in video veri. Sei passi, senza set e senza copioni da imparare a memoria.
Roberto Lucentini · iBoB/10 minuti di lettura
Quando ci blocchiamo davanti a un foglio o a una camera, quasi mai è perché non abbiamo niente da dire.
Più spesso stiamo cercando il contenuto perfetto invece di una storia vera. E le storie vere non si inventano davanti alla camera: prima si vivono, poi si raccontano.
Questa guida serve a questo. Raccogliere i momenti mentre succedono e trasformarli, un passo alla volta, in un video che ti somiglia. La parte tecnica conta poco. Conta quello che hai vissuto.
Le storie giuste partono da ciò che vuoi cambiare.
Comunicare in modo autentico non vuol dire raccontare tutto di te. Vuol dire sapere cosa ti muove, così le storie che scegli vanno tutte nella stessa direzione. Prenditi qualche minuto per queste domande. Io ho messo le mie risposte come esempio: non sono quelle giuste, sono le mie.
🎯 Direzione
Cosa vuoi cambiare nel tuo piccolo mondo?
Non il mondo intero: il pezzo che conosci, quello in cui lavori o vivi ogni giorno. Cosa ti sembra sbagliato lì? Cosa ti fa arrabbiare?
La mia risposta"Voglio cambiare il modo in cui funzionano i social. Basta formule virali e agenzie che promettono 100.000 follower."
Di cosa parleresti anche se nessuno ti pagasse?
Le cose che ti danno energia invece di togliertela. Se racconti solo quello che non ti appassiona, dopo un mese smetti.
🧬 Identità
Cosa notano di te le persone a primo impatto?
Chiedilo a tre persone che ti conoscono bene. Spesso vedono prima loro quello che ti rende riconoscibile.
La mia risposta"Vado dritto al punto, uso esempi concreti, parlo come mangio e non mi nascondo dietro una maschera."
In cosa sei bravo, anche se a te sembra normale?
Non serve essere il migliore al mondo. Serve essere abbastanza bravo da essere utile a qualcuno.
🧠 Connessione
Qual è un'esperienza vera, anche difficile, che potresti raccontare?
Un errore, una fatica, un momento in cui hai dovuto cambiare strada. È lì che le persone si riconoscono in te.
La mia risposta"Ho fatto guadagnare milioni a influencer disallineati. Ho capito che non era la strada giusta e ho cambiato tutto."
Se una risposta non ti viene subito, è normale. Spesso le risposte migliori arrivano dopo aver iniziato a pubblicare. Non aspettare di avere le risposte perfette per iniziare: inizia per trovarle.
🤖 Prompt · Direzione e identitàIncollalo in ChatGPT, Claude o Gemini: sarà l'IA a farti le domande
Voglio capire meglio cosa mi muove quando creo contenuti, così da raccontare storie che vadano tutte nella stessa direzione.
Lavoriamo così:
- Fammi UNA domanda alla volta e aspetta la mia risposta prima di andare avanti.
- Esplora con me queste cinque domande, nell'ordine:
1. Cosa voglio cambiare nel mio piccolo mondo (il settore o l'ambiente in cui vivo e lavoro)?
2. Di cosa parlerei anche se nessuno mi pagasse?
3. Cosa notano di me le persone a primo impatto?
4. In cosa sono bravo, anche se a me sembra normale?
5. Qual è un'esperienza vera, anche difficile, che potrei raccontare?
- Se una mia risposta è vaga o generica, non passare alla domanda successiva: chiedimi un esempio concreto o un episodio.
- Non inventare niente su di me e non usare frasi da marketing.
Alla fine, riassumi in poche righe semplici:
- cosa voglio cambiare
- cosa mi rende riconoscibile
- 3 esperienze vere da cui potrei partire per le mie prime storie
Il metodo6 passi
Dalla clip alla storia.
È lo stesso percorso del carosello, questa volta con tutto quello che ti serve per farlo davvero.
01 · Raccogli1 di 6
Non pensare al video finale. Registra.
Per qualche giorno, riprendi piccole clip della tua vita e del tuo lavoro. Anche quelle che oggi ti sembrano insignificanti: spesso sono proprio quelle che, dopo, danno senso alla storia.
☕Un dettaglio. Le mani, un oggetto, la prima cosa che fai la mattina.
🚶Un momento. Un'attesa, un tragitto, una pausa, un incontro.
🛠️Il lavoro. I gesti, il luogo, le persone con cui lo fai.
Non serve una bella inquadratura. Serve un momento vero. L'unica cosa da ricordare è tenere il telefono in verticale.
02 · Conserva2 di 6
Salva le clip. E anche quello che non si vede.
Non serve organizzare tutto alla perfezione. Serve non perdere niente. Ti bastano due posti: un album per le clip e le note per i pensieri.
📁 Un album per le clip
iPhone · Foto
Le clip nuove finiscono in Recenti. Tocca Seleziona, scegli le clip, poi ⋯ → Aggiungi all'album → Nuovo album e chiamalo "Vita e lavoro". Le volte dopo, stesso gesto: scegli l'album che hai già.
Android · Google Foto
Tieni premuto su una clip e seleziona le altre. Poi tocca + (Aggiungi a) → Album → Nuovo album. Le volte dopo, aggiungile allo stesso album.
🎙️ Le note per i pensieri
Un pensiero, un'emozione, una frase che ti è rimasta in testa: fissala subito, prima che scappi.
Se preferisci parlare
Usa Memo Vocali su iPhone: registri e il telefono trascrive da solo, anche in italiano. Tocca la registrazione, poi ⋯ → Visualizza trascrizione e copi il testo (serve iOS 18 e un iPhone 12 o successivo). Su Android puoi fare lo stesso con una nota vocale di Google Keep.
Se preferisci scrivere
Apri l'app Note e tieni una sola nota, "Vita e lavoro", dove aggiungi una riga al giorno. Poche parole bastano: "Oggi mi è rimasto in mente…"
03 · Riguarda3 di 6
Riguarda le clip. Rileggi le note. Cosa torna?
Dopo qualche giorno, riguarda tutto con calma. Non cercare la storia più bella: cerca quella che senti più tua. Queste domande aiutano a trovare il filo:
Quale momento ti è rimasto addosso, anche se non sai ancora spiegare perché?
Dove hai fatto fatica?
Che scelta hai dovuto fare, anche piccola?
Cosa è cambiato rispetto a prima, in te o nel tuo lavoro?
Cosa avresti voluto sapere quando hai iniziato?
Se una di queste domande ti fa venire in mente qualcosa, hai trovato il filo. Una difficoltà, una scelta, un cambiamento: il resto lo costruisci da lì.
04 · Scrivi4 di 6
Ora prova a scrivere la storia.
Per un video breve bastano quattro pezzi. Non è una formula da riempire: è un modo per non perderti mentre racconti.
1
Il gancio
La frase che fa fermare chi sta scorrendo. Spesso è la parte più scomoda della storia, o la sua fine.
Esempio: "Per due anni ho detto sì a tutti i clienti."
2
Il momento in cui le persone si riconoscono
La scena concreta. Dove eri, cosa è successo, cosa hai provato. È qui che chi guarda pensa: "è successo anche a me".
"Era sera, stavo rispondendo all'ennesima mail, e mi sono accorto che non mi ricordavo più perché avevo iniziato."
3
La svolta
Cosa è cambiato: una scelta, un errore, una conversazione.
"Il giorno dopo ho scritto a un cliente che non avrei più lavorato con lui."
4
Cosa ho capito
Una frase sola, non una lezione. Quello che porti via tu, e che può servire anche a chi ascolta.
"Dire di no a qualcuno, a volte, è dire di sì al lavoro che vuoi fare."
Puoi farti aiutare dall'IA a mettere ordine. Ma i pezzi devono partire da te, da qualcosa che hai vissuto davvero. L'esperienza non si delega.
Per questo il prompt qui sotto funziona al contrario: non ti scrive la storia al posto tuo. Ti fa domande, una alla volta, finché i quattro pezzi non sono completi. Solo dopo scrive lo script, con le tue parole.
🤖 Prompt · Costruisci la tua storiaIncolla il prompt, poi aggiungi in fondo i tuoi appunti e le trascrizioni
Voglio trasformare un'esperienza che ho vissuto in una storia breve per un video verticale (60-90 secondi, raccontato con la mia voce sopra le immagini). In fondo trovi i miei appunti.
Lavoriamo così:
1. Leggi gli appunti. Poi fammi domande per completare la storia, UNA alla volta, e aspetta sempre la mia risposta prima di passare alla successiva.
2. Le domande devono aiutarmi a trovare questi 4 pezzi:
- IL GANCIO: la frase o il momento che fa fermare chi sta scorrendo
- IL MOMENTO IN CUI LE PERSONE SI RICONOSCONO: la scena concreta in cui chi guarda pensa "è successo anche a me"
- LA SVOLTA: cosa è cambiato (una scelta, un errore, una conversazione)
- COSA HO CAPITO: una sola frase, non una lezione
3. Chiedimi dettagli concreti: dove ero, cosa ho visto, cosa ho detto, cosa ho provato. Se una risposta è vaga, chiedimi un esempio.
4. Quando hai abbastanza materiale, dimmelo e scrivi lo script:
- in prima persona, con le mie parole, come se lo raccontassi a voce a un amico
- frasi brevi, facili da leggere ad alta voce
- niente frasi fatte, niente tono da marketing, niente morale finale
- NON inventare fatti, dettagli o emozioni che non ti ho detto io
5. Dopo lo script, suggeriscimi quali delle mie clip usare in ogni parte della storia.
I miei appunti:
[incolla qui le trascrizioni delle note vocali, le note scritte e una breve descrizione delle clip che hai raccolto]
05 · Dai voce5 di 6
Adesso raccontala ad alta voce.
Prendi lo script e leggilo registrando un voiceover. Non devi ricordare niente e non devi guardare la camera: parli, e basta.
Leggilo come se lo stessi raccontando a una persona che conosci. Rallenta nei punti che ti hanno toccato. Se ti emozioni, lascia che si senta: è la parte più vera del video.
Registralo due o tre volte e tieni la versione che ti somiglia di più. Non per forza la più pulita.
La tua voce dà un senso alle immagini.
06 · Monta6 di 6
Metti le clip sopra il voiceover.
Per montare ti consiglio Edits, l'app di Instagram per il video: è gratuita, non aggiunge filigrane e ha già dentro sottotitoli automatici e musica.
Crea un nuovo progetto e parti dalla voce: registra il voiceover direttamente in Edits oppure importa quello che hai già registrato. È la base di tutto il video.
Metti le clip sopra la voce, seguendo quello che racconti. Se parli del tuo lavoro, deve vedersi il tuo lavoro: il luogo, i gesti, i dettagli.
Taglia dove ha senso. Quando la voce passa a un'altra cosa, cambia clip. E tieni le clip brevi: meglio qualche secondo in più di varietà che un'inquadratura che dura troppo.
Aggiungi i sottotitoli automatici e ricontrolla le parole: capita che qualcuna vada corretta a mano.
Scegli la musica direttamente da Edits, così non hai problemi di copyright. Tienila bassa: deve accompagnare la voce, non coprirla.
Esporta o pubblica direttamente su Instagram.
Non limitarti a dirlo: fallo vedere.
Sblocchi rapidiQuando qualcosa si inceppa
Le cose che ci diciamo per non iniziare.
"Non mi succede niente di interessante."
Le storie che arrivano alle persone raramente sono straordinarie. Sono riconoscibili. Una giornata storta, un cliente difficile, un piccolo errore: è lì che chi guarda si ritrova.
"Odio sentire la mia voce."
Quasi nessuno ama la propria voce registrata. Chi ti ascolta però non ha termini di paragone: la sente per quello che è. E una voce vera arriva molto più di una voce perfetta.
"Non ho tempo."
Raccogliere una clip richiede pochi secondi. Il lavoro vero lo fai una volta sola, quando ti siedi a riguardare tutto e scrivi. Non serve un'ora al giorno: serve l'abitudine di non lasciar scappare i momenti.
"E se non piace a nessuno?"
Anche se un video non va come speravi, hai fatto una cosa che prima non facevi: hai trovato una storia e l'hai raccontata. È così che si impara. Il prossimo sarà più tuo del precedente.
"Quanto spesso dovrei pubblicare?"
Meglio una storia vera ogni tanto che un contenuto al giorno fatto per riempire. Non ogni giornata diventa una storia, e non ogni storia deve diventare un contenuto.
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